Non finisce mai di stupire la prepotenza ideologica degli ambienti legati a taluni centri sociali, probabilmente viziati dal fatto che, nonostante versino nell’illegalità, sono pur sempre stati tutelati in maniera silenziosa e complice dal potere politico della sinistra o da qualche intellettuale radical chic di bassa lega.

Mi riferisco alla partita della Serie C di rugby che doveva tenersi ieri a Roma tra “All Reds” (squadra legata al Centro Sociale Acrobax) e i “Corsari”, ma mai disputata a causa del “divieto” a scendere in campo imposto dagli All Reds ad un giocatore dei Corsari a causa delle sue simpatie politiche di destra.

A causa del loro pregiudiziale odio ideologico e della loro accecante prevaricazione - continua Pellegrino -riescono persino a distruggere un avamposto di libertà come lo sport, e in particolare il rugby, che fa come suo valore fondante il rispetto per l’avversario. Impedire a questo di scendere in campo, a causa delle sue personali opinioni politiche, oltre che ad essere un gesto mafioso e intollerante, contrasta completamente lo spirito del “terzo tempo” del rugby. In questo caso, addirittura, non si è potuto giocare nemmeno il primo.

Cinzia Pellegrino

 

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