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Oggi si terrà un Consiglio congiunto tra il Municipio X ed il Comune di Fiumicino per valutare le pericolose conseguenze che i bilanci in continuo passivo potrebbero causare su dipendenti ed utenti. Il traffico passeggeri dello scalo Leonardo Da Vinci, ottavo scalo europeo e primo in Italia, negli ultimi 24 mesi ha, infatti, subito una flessione del 4% con un milione e mezzo di viaggiatori in meno e una perdita stimata fra i 200 e i 400 milioni di euro l’anno. Dal 2008 la nuova Alitalia è passata da 20mila a 12 mila dipendenti accumulando 1 miliardo e 200milioni di passivo e la prima semestrale del 2013 si è chiusa con una perdita netta di 294 milioni di euro. Il consiglio di amministrazione della società, riunitosi la scorsa settimana, ha deliberato per un aumento di capitale pari a 100 milioni di euro, provocando non poche frizioni anche da parte di investitori interessati, come Air France e KLM. Ieri il Governo ha incontrato i vertici della compagnia, i fornitori e le banche per proseguire sulla strada dell’appoggio ad una trattativa con Air France che tuteli e garantisca la gestione italiana dell’asset strategico. Come ben sappiamo, però, questo tipo di trattativa è in corso da tempo; inoltre il piano di risanamento (economico) non prevede ancora un piano industriale a lungo termine, che introduca risorse e tecnologie, con il fine di superare l’empasse e rilanciare la compagnia. Ben si comprende la difficoltà degli imprenditori italiani nell’investire in quello che potrebbe rivelarsi un buco nero piuttosto che un affare a lungo termine, difficoltà nata dalla storia della gestione fino ad ora perpetrata e dalla instabilità degli equilibri politici italiani. Una difficoltà ed una incertezza decisionale che portano da anni a far tremare i 20mila lavoratori dell’aereoporto, molti dei quali residenti nel X Municipio e nel Comune di Fiumicino, i quali vedono innanzi la pesante paura di licenziamenti, precarizzazione, tagli salariali che ogni anno improrogabilmente colpiscono i lavoratori del Leonardo Da Vinci. Non siamo sicuri che Air France sia la soluzione, visto che ha perso in un anno quello che Alitalia ha messo in passivo in 5; ciò significherebbe consegnare un’azienda di incapaci nelle mani di alcuni più incapaci, con un risultato più che prevedibile. Inoltre, il sorpasso delle quote azionarie di Air France oltre il 25% ne metterebbe in discussione la gestione, più rappresentativa di esigenze oltrefrontiera, con conseguente declassamento del nostro hub a scalo regionale, al servizio degli interessi turistici e strategici della Francia e non più nostri. Sta nei fatti, però, che al momento la politica, i giornali e la finanza discutono di tutto questo, senza dare risposte certe. E quello che ci preme di più è dare risposte serie e concrete alle 4.500 persone iscritte nelle liste di mobilità, nonché togliere lo spettro dei licenziamenti che si vocifera colpiranno altri 2000 dipendenti, tra piloti, assistenti di volo e personale di terra. E’ per questo che Municipio X e Comune di Fiumicino stanno valutando la istituzione di un tavolo con Alitalia, Adr, Enac e parti sociali, per il rigido rispetto della clausola sociale nei confronti dei lavoratori impiegati nel servizio aeroportuale al fine di evitare situazioni di allarme sociale, precariato e disoccupazione. E noi ci batteremo affinche’ queste risposte serie e concrete finalmente arrivino.

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