indulto e amnistia

Sono passati sette anni dall’ultimo provvedimento di indulto varato dal governo Prodi. Se lo Stato italiano pensa di risolvere il problema del sovraffollamento carcerario varando questo tipo di provvedimenti ogni sette anni, anziché programmare interventi strutturali in grado di garantire la certezza della pena da una parte e il diritto dei detenuti di scontarla in condizioni dignitose dall’altra, vuol dire palesare una sua incapacità nell’affrontare e risolvere i problemi del Paese.

E questa incapacità non può essere pagata dai cittadini, o peggio ancora dalle vittime dei reati, facendo venir meno i più elementari principi di giustizia e di diritto.
Senza considerare il dato di fatto che un’alta percentuale di detenuti che ricevono questo tipo di “regalo”, torna poi a delinquere.
Questi provvedimenti non possono passare nel silenzio generale e sopra la testa dei cittadini.

Per questo raccolgo l’appello e aderisco all’iniziativa del prossimo 10 novembre, in Piazza Montecitorio a Roma dalle ore 12 alle 14, “Io non ci sto”, per dire no a qualsiasi provvedimenti di indulto e amnistia, certa di una grande partecipazione popolare su un tema di civiltà così sentito.

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