La morte di Walter Baghino, edicolante sessantenne investito tre giorni fa da due automobili a Torre Angela, ribadisce ancora una volta l’urgenza di introdurre nel nostro ordinamento il reato di omicidio colposo stradale.

E’ necessario innanzitutto per modificare la percezione socio-culturale di un fenomeno sottovalutato e troppo spesso banalizzato sia dai media che dai magistrati, che continuano ad infliggere minimi della pena per poi addirittura applicare spesso istituti premiali che rendono le condanne inique. Dobbiamo smettere una volta per tutte di considerarli dei semplici “incidenti”, perché è intollerabile lasciare morire 11 persone al giorno che, secondo le statistiche, trovano la morte sulle nostre strade. Le nostre strade sono frequentate da 60 milioni di italiani, tutti potenziali vittime ma anche potenziali assassini. Serve quindi una strategia di prevenzione e di politiche efficaci per la sicurezza, rivolta principalmente al rispetto dei diritti delle vittime e delle loro famiglie, che troppo spesso vengono lasciate ai margini rispetto alla tutela del colpevole. Come se quest’ultimo non avesse tolto la vita ad un essere umano. Per questo, nella estrema ratio del carcere, deve esistere un reato commisurato alla gravità del danno procurato.

Cinzia Pellegrino

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