nomadi

Marino non si smentisce mai: il suo approccio alla politica ed ai problemi della Città continua ad essere uno sformato di sterili slogan propagandistici e farneticanti provocazioni fini a se stesse. Non ultima, improvvisandosi docente di lingua italiana e storia, la circolare con la quale intende abolire il termine “nomadi” negli atti ufficiali. Forse il primo cittadino sconosce l’esistenza di una vasta letteratura sul nomadismo, che coinvolge per altro diversi autori di sinistra, e sulla scelta consapevole e volontaria di essere nomadi. Termine utilizzato addirittura per descrivere un “nomadismo religioso” o quello più “politico” di cui parla Toni Negri, che certo di destra non è. Esiste persino un famoso gruppo musicale che porta quel nome, cosa vuole fare Marino, chiedere che venga abolito pure quello? Non c’è nulla di offensivo o discriminatorio in tutto ciò e, soprattutto, non mi sembra una soluzione alle innumerevoli criticità che Roma Capitale vive ogni giorno e che sono state fin qui aggravate dalla disastrosa amministrazione Marino. Il sindaco farebbe molto meglio, piuttosto, ad abbandonare il mondo delle favole per affrontare concretamente i problemi della città e dei più deboli, in un periodo storico nel quale la crisi colpisce anche il ceto medio e crea nuove povertà. In un periodo nel quale Roma vive una preoccupante escalation di criminalità e casi di violenza. Affronti dunque concretamente le emergenze della Città e la smetta con questa continua propaganda che dribbla i problemi dei romani, ma non risolve nemmeno quelli dei nomadi.

 

Cinzia Pellegrino

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