femminicidio

Apprendiamo con soddisfazione come dalla discussione in Aula della Proposta di Legge Regionale sul “riordino delle disposizioni per contrastare la violenza contro le donne” emergano posizioni di forte perplessità circa attuazione e finalità della stessa, come quelle che il nostro Dipartimento solleva ormai da mesi verso una legge che rischia di essere soltanto un costoso spot ideologico della sinistra e nulla più. Dalle audizioni con le associazioni, così come per tutto l’iter in commissione e ora in Aula, aldilà di trionfali e propagandistici comunicati stampa della maggioranza, non vi è traccia di risposta alle principali criticità sollevate.

Sul tema della violenza di genere noi chiediamo di intervenire per tempo e con pene certe, supportando l’ottimo lavoro svolto a Roma, soprattutto sul territorio di Ostia, dalle forze dell’ordine, di incentivare maggiormente i programmi di prevenzione e di carattere culturale, garantire risorse adeguate ai centri antiviolenza, introdurre l’obbligo di disintossicazione al primo gesto di violenza per chi abusa di alcol o fa uso di sostanze stupefacenti. Ribadiamo anche che, a nostro avviso, andrebbero previsti interventi volti al contrasto di tutte le forme di violenza e non solo quella sulle donne, nei confronti della quale esiste già una legge dedicata: la numero 16 del 2009.

A meno che non si voglia usare questa come norma ponte per trattare questioni ideologiche di parte che dovrebbero rimanere fuori dalla normazione. Ci auguriamo pertanto che questa maggioranza abbia rispetto del dolore delle vittime, di tutte le vittime, riportando l’attenzione legislativa su azioni concrete e non su un fuorviante posizionamento ideologico estremista.

Cinzia Pellegrino

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