Questa volta l’assessore alle politiche sociale del Comune di Roma, Francesca Danese, si è superata. Tanto da essere costretta a prendere le distanze da se stessa a poche ore dall’improvvida proposta di impiegare i rom nella raccolta differenziata, dovendo puntualizzare come si trattasse di una sua personale opinione che non trova riscontro in nessuna deliberazione da parte del Campidoglio. Affidare il servizio ai Rom sarebbe come far lavorare un alcolista al bancone del bar: si sa che da tempo rovistano nei cassonetti per rivendere questa refurtiva in bancarelle illegali, tant’è che la scorsa amministrazione dovette emettere un’ordinanza per vietare loro il rovistaggio. L’assessore e la Giunta farebbero bene, piuttosto, a preoccuparsi di come rendere davvero efficace la raccolta differenziata, avviata in tre Municipi ma con scarsi risultati.

Sarebbe opportuno predisporre adeguate politiche sociali per gli italiani disoccupati e, nel rispetto delle normative nazionali ed europee, garantire ai migranti i necessari diritti umani, senza però perseguire una “integrazione” finta e soprattutto forzata.

Cinzia Pellegrino

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