Una campagna ideologica del tutto fuorviante e indifferente alla salute delle donne, e che tratta con ingiustificata superficialità e accettazione il tema dell’aborto ha diffuso, intorno alla pillola RU486, il falso mito di un farmaco simbolo di libertà femminile e di progresso in grado di garantire un aborto facile e privo di qualsiasi rischio. Ma la verità è ben diversa: l’aborto chimico è pericoloso, doloroso e psicologicamente traumatico. Tant’è che, come purtroppo dimostra il decesso di una donna avvenuto proprio in seguito all’assunzione della pillola abortiva all’ospedale Martini di Torino, il tasso di mortalità è addirittura 10 volte superiore a quello del metodo chirurgico. Alla luce di quanto accaduto a Torino, sarebbe quantomeno auspicabile che il Presidente Zingaretti, con un atto di buon senso e di responsabilità, bloccasse la recente delibera che concede nel Lazio la possibilità di assumere la RU486 anche in Day Hospital.

Cinzia Pellegrino

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