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Non dobbiamo “abituare” gli italiani alla presenza delle donne in politica, come ha dichiarato qualche deputata, ma piuttosto la nostra società alla democrazia. Le donne devono poter competere e misurarsi sulla base delle competenze, della passione e dei valori che incarnano. Non c’è bisogno di alcuna ridicola “quota panda”, piuttosto si approvi l’emendamento presentato da Fratelli d’Italia per introdurre le preferenze: gli italiani sapranno certamente scegliere meglio delle segreterie di partito o di una imposizione per legge.

Trovo piuttosto ridicola la sceneggiata delle deputate in bianco; se fossero passate le quote rosa, io mi sarei vestita di nero in segno di lutto, perché sarebbe morta la meritocrazia.

Cinzia Pellegrino

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